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«I SOLITI IGNOTI», MARIO MONICELLI, IT 1958
26.01.2012 - 31.05.2012
Centro scolastico Collina d'Oro / Montagnola
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Cinema e cibo

Alcuni "assaggi" di cinema

Assaggi di cinema, I edizione
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Fin dalle origini il cinema ha mostrato profondo interesse per il cibo, la cucina, la tavola e il rapporto tra l’uomo e ciò che mangia. A pensarci bene, il rapporto tra i film e il cibo è nato proprio con le prime immagini in movimento: gli storici del cinema, più che i gourmet, ci ricordano che Déjeuner du bébé dei fratelli Lumière altro non è che l’immagine in movimento di un bébé a tavola. Da quella prima tappa – apparsa sullo schermo più di un secolo fa – al sapore più raffinato di certi menu da gustare con gli occhi, il cinema ha attraversato una stagione ricca di immagini e suggestioni legate alla buona tavola.
Ricette assolutamente fantastiche, come la zuppa di occhi o il cervello di scimmia stufato che un imbarazzato Indiana Jones si trova nel piatto in una pausa dalle sue avventure, o pranzi indimenticabili come quello di Babette (forse l’omag­gio più alto che il cinema ha reso alla grande cucina), o ancora le semplici occasioni culinarie che molti film di successo offrono agli appassionati di cucina ma anche ai cinefili più attenti.
In questa breve rassegna ve ne proponiamo un assaggio, un viaggio attraverso diversi sapori di un cinema da non dimenticare.

 


 

 

"I soliti ignoti" di Mario Monicelli

 

Cosimo e «Capannelle» due ladruncoli romani, tentano di rubare un’auto, ma, a causa dell’intervento della polizia, il primo viene incarcerato mentre il secondo riesce a darsi alla fuga; durante la detenzione Cosimo viene a sapere da un altro detenuto di passaggio nel carcere di un colpo facile da realizzare dentro il Monte di Pietà, ed allo scopo incarica Capannelle di trovare una pecora, ossia qualcuno che, in cambio di denaro, si autoaccusi del tentato furto dell’automobile e gli permetta di uscire. Una volta libero Peppe mette al corrente gli amici del colpo di cui è venuto a sapere in carcere ed inizia la preparazione. Il piano è semplice: introdursi, attraverso una carbonaia, nel cortile interno di uno stabile e, passando al di sopra di un lucernario, entrare in un appartamento vuoto che si trova a muro con il monte dei pegni dove, una volta sfondata la parete, si arriverà nella stanza dove si trova la cassaforte.
Dopo varie difficoltà i quattro riescono ad entrare nell’appartamento ma… Vista l’ora ormai tarda, devono accontentarsi di mangiare la pasta e ceci trovata in cucina, prima che arrivi l’ultima sorpresa.

 


 

 

"Bianca" di Nanni Moretti

 

Michele Apicella, un giovane professore di matematica, si stabilisce nella sua nuova casa romana e fa conoscenza con i suoi vicini: Massimiliano ed Aurora, una giovane coppia con i problemi di tutti i giorni, e Siro, un anziano signore amante della bella vita. Michele vive solo ed è pieno di manie e di fobie: igienista all’eccesso, perfezionista, osservatore quasi ossessivo della realtà e della gente che gli sta intorno. La scuola dove va ad insegnare è la «Marilyn Monroe», surreale istituto sperimentale formato da allievi studiosissimi e dal comportamento irreprensibile, dotato di bar per i professori, dove la foto del presidente della repubblica è sostituito con quello di Dino Zoff e i professori tengono lezioni su Gino Paoli. Nelle ore libere Michele si dedica all’osservazione dei propri amici, specialmente delle coppie: una sorta di ossessiva indagine di cui riporta i risultati su schede conservate in un archivio. Michele controlla la vita degli altri così come controlla il mondo intero, nel tentativo di riportarlo a quello che ritiene essere l’ordine corretto. Nel frattempo avvengono strani omicidi che vedono coinvolti alcuni suoi amici e vicini di casa. Il commissario incaricato delle indagini inizia ad interessarsi del professore, il quale accentua i suoi comportamenti nevrotici ed ossessivi. Michele tenta anche di allacciare una relazione sentimentale con Bianca, la nuova insegnante di francese della scuola, ma, come afferma lui stesso, «non è abituato alla felicità» e, per timore del disordine che potrebbe sconvolgergli la vita, decide di abbandonarla. Alla fine, il commissario intuisce che è proprio Michele il vero autore degli inspiegabili omicidi. In un primo tempo, Bianca fornisce un alibi al suo fidanzato, che però alla fine, dopo un farneticante ma illuminante monologo al commissariato, confessa. Famosissima la scena in cui Michele Apicella spiega cosa non bisogna fare mangiando il Mont Blanc!

 


 

 

"Big night" di Stanley Tucci

 

Primo e Secondo Pileggi, due fratelli cuochi di origine abruzzese emigrati negli Stati Uniti d’America, hanno aperto un ristorante in una cittadina della East Coast. Molto diversi tra loro, si scontrano su come gestire il locale: Primo, lo chef, legato alla tradizione della cucina italiana, non vuole scendere a compromessi, mentre Secondo cerca di accontentare i gusti della sparuta clientela, che ha un’idea distorta della tradizione culinaria.
Sfortunatamente gli affari vanno rovinosamente, sia per la clientela composta prevalentemente da nullatenenti, sia soprattutto per la spietata concorrenza di un altro emigrato, l’anziano Pascal, dedito alla criminalità e al racket degli altri ristoratori di zona. Costui è titolare di un ristorante italiano di grido, sempre pieno, dove la cucina tricolore viene trattata secondo stereotipi «a stelle e strisce» che fanno inorridire Primo, che infatti aveva rifiutato di lavorarvi. Nonostante la conoscenza con i due fratelli, Pascal rifiuta un prestito a Secondo e decide di dare la spallata finale all’attività dei due. Fa credere loro che il celebre cantante italoamericano Louis Prima avrebbe cenato nel loro ristorante e, fingendo di avere organizzato il tutto, li convince a dare fondo alle loro ultime risorse economiche per un banchetto degno del personaggio, la cui presenza, sotto forma di pubblicità, avrebbe dovuto far decollare il ristorante. La serata scorre via con la crescente ­consapevolezza del raggiro. I due fratelli si palleggeranno le responsabilità del fallimento in un’accesa lite sulla spiaggia, salvo poi rap­pa­ci­fi­carsi la mattina seguente davanti a pane e frittata.

 


 

 

"Pranzo di Natale" di Danièle Thompson

 

Il 21 dicembre a Parigi. Al funerale dell’ultimo compagno della mamma, si ritrovano le tre sorelle Louba, Sonia e Milla. Ne approfittano per fissare impegni e dividersi i compiti in vista del pranzo che a Natale riunirà tutta la famiglia. Louba fa la cantante in un cabaret russo, non è sposata ma è l’amante di un uomo sposato con figli. Sonia ha marito e figli. Milla, la più giovane, è in attesa di costruirsi un futuro. La madre ha lasciato il padre ormai da molti anni e lui vive con Louba. Milla intanto fa amicizia con un giovane che alloggia nella foresteria della grande casa di famiglia: questi è a sua volta separato e ha una bambina di cinque anni. È il momento di fare pace e parlarsi di nuovo: padre e madre ricordano i momenti belli, ma si rinfacciano tradimenti passati, alcuni rivelati solo per l’occasione: e si capisce ora che il giovane alloggiato nella foresteria è un figlio illegittimo dell’uomo. Sonia, che sembra la più solida, dice al padre che sta per lasciare il marito Pierre. Il 24 dicembre il vecchio padre viene ricoverato in ospedale per un infarto. La cena di Natale a questo punto è l’ultimo tentativo per tenere in piedi i frammenti della famiglia.

 


 

 

"Chocolat" di Lasse Hallström

 

Francia 1959. Nel tranquillo paesino di Lansquenet l’arrivo di Vianne e della sua figlioletta Anouk stravolge le abitudini degli abitanti del luogo. Proprio durante il periodo del digiuno quaresimale, Vianne apre una cioccolateria nel centro della cittadina e, come se non bastasse, non si reca in chiesa alle funzioni religiose e socializza con un gruppo di nomadi, in particolare con Roux, l’affascinante leader degli zingari. Accoglie anche con sé Joséphine, che riesce così ad abbandonare il marito che la picchiava.
In paese il Conte De Reynaud, fervente cattolico e perbenista, scatena una crociata contro coloro i quali, convertiti al peccaminoso cioccolato e all’idea di libertà ispirata da Vianne, non vogliono tornare alla vita di prima. Ma i piani del Conte non hanno successo: il marito di Joséphine, che egli ha cercato di rieducare, provoca un incendio sulla barca di Roux, e solo per un miracolo si evita una tragedia. Il Conte lo caccia da Lansquenet mentre gli zingari ripartono. Caroline, la donna della quale il Conte è innamorato e che lo ha sempre seguito, aiuterà Vianne a fare i preparativi per la festa del cioccolato, e il controllo che il Conte ha sempre esercitato sulla cittadina si fa sempre meno incisivo. Deluso e affranto, egli decide di distruggere con ogni mezzo la cioccolata, ma ne verrà sopraffatto, dopo il prolungato digiuno forzato che ne riaccende i desideri repressi. Alla fine Vianne deciderà di stabilirsi a Lansquenet, e nello stesso momento sparirà l’amico immaginario della figlia Anouk, Pantoufle, il canguro con una zampa rotta che non poteva saltare. Nella scena finale, Roux torna a Lansquenet con Vianne e Anouk.

 

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